Arzachena Leporatti – welcome to paradise

Arzachena Leporatti

ho perso la poesia
dietro gli angoli di palazzi capitomboli
i piccioni sono guerrieri alati
bugiardi
le scale rimangono faticose
nelle case, nei vicoli
fanno il fiato corto
ma non ricordo la formula magica
per trasformare le pieghe in pianure
distese lato orizzonte
l’unità di misura delle cose giuste
per le cose sbagliate ci sono capitoli a parte

*

ci vorrebbe
la correzione automatica dei gesti
per quando si interrompono
troppo presto
per quando fanno rumore
nel silenzio

*

se imparo il francese con la pubblicità di Dior
promettimi che mi prepari un cordon blue
caldo al centro
con la mozzarella che fila
e tu provaci
a fare il filo
a un’altra

*

quanto è lunga la pelle
degli esseri viventi
quando muoiono
quanta ne rimane
quanto è lunga la spiaggia di luglio
(più di agosto e meno di giugno)
quanto è lunga la scia dell’aereo
che mi porto dentro
quanto è lungo il venerdì sera
e la striscia
dei parcheggi blu
quanto è lunga la barca
che vuoi comprare
con i soldi dell’ereditiera
che volevi sposare
quanto è lunga la vita
quando
ci sei in mezzo

*

qui ci si incontra
su panchine senza assi
qui si invecchia in anticipo
e si muore sempre in ritardo