Davide Colletta – Tre inediti

Davide Colletta

Mi manchi
Solo come a me
Puoi mancare

E non importa se è più profondo
Il mare, se è più forte di te il maestrale
In me si allarga l’anima e tutto
l’infinito si raccoglie in palmi
Perché solo tu che sei altro
Dai spazio e tempo e nullifichi
Il tempo e lo spazio, solo in te
Che sei altro c’è il senso.

Tu dai senso al cercarlo.

*

Oggi si aspetta e basta,
Si resta fino alla mareggiata
E tutto è più eterno di me e te,
Dei libri che stringi a lezione;
E la corsa delle foglie e delle api
Ci avanzerà come le domande
Di quaggiù ci avanzeranno, ferme
Dove le abbiamo pensate; ci ricorderà
Che noi – tanto – dobbiamo morire.

Andiamo quindi, verso l’infine
Irrisolto, convinti che un po’ di bene
L’abbiamo avuto ma togli via, togli via
Questo sorriso: è alta la marea,
E noi, stiamo ancora aspettando di andarcene.

*

Ora ricordo le notti rotte, quell’aporia
Non avere ciò che cercavamo
Nel fondo secco dei bicchieri:
Tuo padre e la sua voce
La poesia della vita
una strada.

Ora il tuo vuoto ha altri nomi
Una geografia: è una scarpata,
Il rumore sadico della morte
nelle sterpaglie, un’emorragia
A nord-est dell’addome

Ma Santa Cecilia del mio mondo
Devo ascoltare un’ultima volta
Il carillon dei tuoi occhi nel fracasso
Delle vie, per dirti che vive ancora
Qui, dove viviamo noi
E forse canterà nei cieli
La pioggia del suo addio.