Alessandro Chiesurin – tre poesie inedite

A Sacile
Non sfrecciano mai
i treni a Sacile;
al passaggio a livello
un africano accompagna la bicicletta
e una ragazza freme,
la giovinezza ha fretta
d’amare, concedendosi.

Anche i coleotteri
nella canicola estiva
reclamano passione,
un cartello rettangolare
nega l’accesso alle zanzare.

*
Un bigio maggio
Lucertole in amore e canne ardenti,
queste le immagine delle pause al parco

nel crogiolarmi al sole di un bigio maggio.
Una famiglia matrilineare post sovietica
gioca a pallavolo attorno alla Trabant,
clacson svolazzano oltre la siepe,
le cime dolomitiche si lasciano murare.
E niente altro osservo
se non l’altalena primaverile
in attesa della fioritura.

*
Sfiorarsi
Aggrapparsi al passato
equivale a mettersi il cappio;
quante volte sussurrai la verità
perdendomi tra le fossette del tuo corpo;
da pessimo maestro di me stesso
a ritroso percorro i tuoi passi.
La vedi questa lacrima?
È l’ultima nascitura del tuo sfiorarmi.