Davide Zizza – Piccolo taccuino occasionale

Davide Zizza

Non sappiamo; ignari camminiamo.
Qualche lampo in lontananza
davanti a noi, i nostri occhi impressionati
come dal flash di uno scatto: continuiamo
a volte come se la mente avesse capito,
a volte come se fosse stato un abbaglio
della notte
o un sogno.

*

Così camminiamo – con
la bufera sotto un torpore
impercettibile all’ascolto.
Scende la frontiera buia,
la pioggia bagna i balconi,
giunge all’uscio – e noi
restiamo fermi a una dogana.
Di notte questa vecchia ruggine
rinfocola un odore dimenticato
e qualche amata sillaba:
in lontananza lampi passeggeri,
unghie che graffiano il mare.

*

Leggo. Mi addormento.
E sogno di leggere il libro.
Mi sveglio.
Le pagine sono andate avanti
mentre dormivo.
Il libro si è fatto leggere dal sogno.