Gianfranco vacca – Se il silenzio se io ascolto, se i tamburi

Ma perché il pensiero – pensa
ed aggiunge idea ad altra idea
e domanda si arrovella
chiede indaga
– dove salirà mai
il cubo dell’arcobaleno?
Riusciremo in linea verticale
a discendere liberi giù dal cielo
bacio contro bacio
labbro contro labbro
senza deviare, in perpendicolare
uno disteso contro l’altro

*

Il Nord cala il suo regno sul mondo.
Nessuna tonalità al pomeriggio
già prono alla notte
sui colori che vanno a svanire
mentre si dona allo sguardo
la tinta perpetua
riflessa sugli specchi
che attendono il risveglio
*

Dammi la bellezza rubala (in me)
e che a me faccia ritorno.

Posale gli occhi
sul “regno di Arlecchino,
dal sogno portala al grido
sui colori dell’impeto
e poi
su di me faccia ritorno.