Antonio Ferrara, Inediti

Io faccio versicome un animalesono di pelo piume squame,dell’albero anticosono il ramo piĆ¹ storto,ho in tascaventocalzinibicchierie un crepitio di bacie un dolore biancocome di farinae una mano all’orecchiooracome una conchigliasenza mare. Non farti colpaper la cicala muta,il fiume secco,per il risentimentodell’erba calpestata,per la dolcezza dura,rudimentale,delle assi inchiodate,per le merendedi frugale opulenza.Non aspettare,fai con le mani,nascondiContinua a leggere “Antonio Ferrara, Inediti”

Maria Grazia Nappa, Inedito

Mi sento osservata dalle tue narici, nel ventre del tuo sangue dimorano sette velieri. E tu sei la prua della mia commozione, fanciullezza remota del pianto antico. Ti assomiglio al mattino, quando il freddo s’innalza in venere; odoriamo di mare grottesco le cui maree divorano querce impazzite. Solitarie, in sordina, tra i rami caduti, noiContinua a leggere “Maria Grazia Nappa, Inedito”