Maria Grazia Nappa, Inedito

Mi sento osservata dalle tue narici, nel ventre del tuo sangue dimorano sette velieri. E tu sei la prua della mia commozione, fanciullezza remota del pianto antico. Ti assomiglio al mattino, quando il freddo s’innalza in venere; odoriamo di mare grottesco le cui maree divorano querce impazzite. Solitarie, in sordina, tra i rami caduti, noiContinua a leggere “Maria Grazia Nappa, Inedito”