Felicia Buonomo, Cara Catastrofe

Cara Catastrofe, m’innamoricome il gelo sul lungolago di Mantova,le luci dei lampioni di Milano,le onde sul porto di Genovae la strada oscura dei vicoli di Napoli.Trova nuovi colori e trattiche m’incantino.Dipingi la geografia del mio sentire.Io credo solo agli incantesimi. * Cara Catastrofe, ho aperto l’armadio per fare spazioai tuoi sorrisi, li indossocome abiti leggeri in primavera.Pizzico sulla pelle.Armatura di piume profumate. * Cara Catastrofe, … Continua a leggere Felicia Buonomo, Cara Catastrofe

Oscar prevosti, inediti

BORDELLI e cosìho finito per trovartidentro ai bordelli. e non sose nella bugia dei corpie dei senie dei piedie degli orgasmi simulatiio cercavo teo la mia vendetta. come sepoia penetrare altre storiee altri pezzi di carnee altre giovinezzesi potessefare pari e patta:barattarecon denaro contantel’ignominiadi non essere amati. somigliacosì tanto al tuo ombelicoquesto bucoche mi vedo nel cervello. IPOCONDRIA l’ipocondriami ha tenuto lontano dalle droghe pesanti. … Continua a leggere Oscar prevosti, inediti

Giulia Fuso, Inedito

Ti nutro fuori pretestonel punto dell’occhio che non vededove è ammesso restarea bordo vasca vuotabivaccare vicino al sapone,di tutti i colori creatiio non ho bisognoimparo solo i nostri, primariche si odiano ordinaticon la mani in faccia quotidianeassenti all’appello da mesie la coincidenza oppositorumtra tutta questa carnecon il minimo residente nei tuoi discorsie la mia misura massimatra le mie gambe. Continua a leggere Giulia Fuso, Inedito

Il Visionario intervista Gabriele Galloni

Gabriele Galloni è nato a Roma nel 1995. Ha pubblicato quattro libri di poesia e una raccolta di racconti. L’ultima è “L’estate del mondo”, edita da Saya Edizioni nel 2019. Suoi testi sono stati tradotti in vari paesi esteri e apparsi sulle maggiori riviste italiane. Domande su “L’estate del mondo” (Marco Saya Editore, 2019, Collana Sottotraccia). Gabriele, nella tua ultima raccolta “L’estate del mondo” esordisci … Continua a leggere Il Visionario intervista Gabriele Galloni

Maria Grazia Nappa, Inedito

Mi sento osservata dalle tue narici, nel ventre del tuo sangue dimorano sette velieri. E tu sei la prua della mia commozione, fanciullezza remota del pianto antico. Ti assomiglio al mattino, quando il freddo s’innalza in venere; odoriamo di mare grottesco le cui maree divorano querce impazzite. Solitarie, in sordina, tra i rami caduti, noi mai camminiamo, mai camminiamo. Sono te in mille pezzi Sei … Continua a leggere Maria Grazia Nappa, Inedito